Espandi la consapevolezza

Il mondo sta cambiando, e certi eventi correlati tra loro e ripetuti come conflitti, guerre, rivolte, lo dimostra. Giudichiamo gli altri, il mondo, secondo il tipo di educazione ricevuta, ma che non fa altro che indurci meccanicamente ad auto-sabotarci, invece di espandere la nostra consapevolezza.

Siamo alle soglie di una svolta epocale, per quanto ci sforziamo di fare finta di non vedere ma è molto evidente, non siamo solo davanti ad una crisi economica o finanziaria o dell’occupazione, ma davanti ad una crisi del sistema, la crisi è il sistema.

Le condizioni di vita stabilite dai nostri antenati in tempi antichi mostrano, anche con tutta la loro contraddizioni, per quanto vogliamo o no convincerci del contrario,  la nostra cultura, non è l’unica possibile, e non è sicuramente la migliore.

Il riscaldamento del pianeta, le questioni climatiche, i terremoti, lo sterminio di migliaia di qualità animali e vegetali, l’allevamento intensivo, la perdita di identità, la fame, lo sfruttamento, le guerre, non ci piovono addosso per caso, accidentalmente, sono la conseguenza evidente di un preciso comportamento umano, un comportamento che abbiamo appreso ed al quale tutti ci siamo adattati per sopravvivere.

La “cultura imperante” influisce sullo sviluppo dell’individuo trasformando un capolavoro della Creazione che è l’Essere umano,in uno schiavo che non sa più chi è. I tempi corrono e le persone percepiscono la terra che scompare sotto i loro piedi, si cominciano a rendere conto che hanno barattato la loro vita per e con ogni genere di sistema dei quali iniziano ad intuirne la fragilità.

Per esempio un tempo il lavoro era una certezza, e per quando fosse di fatto una prigione gli uomini  lo hanno accettato come condizione inevitabile per la sopravvivenza, se ne sono fatti una ragione, costringendosi a farselo piacere dato che in cambio ricevevano di fatto il cibo, un letto qualcosa d’altro, come la carriera, la promozione ad un livello superiore, la realizzazione nel lavoro, e altre illusione simili.

Così ogni individuo in fine vive la frustrazione di non essere la persona che avrebbe voluto essere o chi gli hanno messo nella testa sarebbe stato il caso d’essere, e questo genera inconsciamente un certo bisogno di rivalsa, che lasciato senza controllo genera un falso bisogno di attirare l’attenzione, l’ammirazione, fino al bisogno di avere ed esercitare il potere.

l’essenza incarnate  di questa razza umana, è un miscuglio generale della storia, che  inesorabilmente è giunta al termine.

Non è il pianeta a finire, ma l’umanità se persegue nella sua cecità e nel soddisfare il bisogno egoistico di potere.

Siamo come nella Matrix che dice “questo è il mio mondo”, certo che questo è il suo mondo, un mondo egoistico, basato sulla frustrazione dell’ego ed il suo bisogno di rivincita, nella sua insaziabile avidità.      Consapevolezza

Questa razza viene dalle acque di questo pianeta, il nostro corpo planetario è della sua stessa sostanza, una volta ripulita la superficie la Terra genererà una nuova razza, (pare lo abbia già fatto in passato) non siamo la prima forma di vita umana che è vissuta qui, sempre più reperti sono catalogati come strani o impossibili solo perché contraddicono la versione ufficiale delle cose, e non perché sono stati confutati scientificamente.

Se ci estinguiamo la Terra genererà una nuova razza, come quando un computer si impalla e si rallenta, si formatta tutto e si riparte da capo, se non hai salvato certi dati sensibili li perdi, ma il computer continua ad esistere e funzionare.

la Terra si sta preparando a fare lo stesso, visto che l’uomo non è stato capace di superare la sua natura inferiore, ci penserà il Lucifero della Terra, che fisicamente è il fuoco centrale, a ripulire tutto.

Non è il pianeta in pericolo, lo è l’umanità, quelli che lavorano per raggiungere un stato di coscienza diverso, superiore, vibratorio o di risonanza, sono coloro che hanno la possibilità di essere i dati sensibili salvati, diventando potenzialmente il seme di questa nuova razza, l’uomo è un virus per questo il pianeta sta attivando le sue difese naturali.

Cosa accadrà nel 2012, chi lo sa? non serve essere un chiaroveggente per capire che le persone non si desteranno di colpo come investite da una grande onda di illuminazione collettiva, e diventeranno tutte coscienti e risvegliate, libere dal condizionamento, dalle pulsioni, libere dall’ego, anzi, è più facile che ci sveglieremo in un brutto sogno.

Siamo così dipendenti e legati al sistema che rimarremo così disorientati, man a mano che comincerà a crollare, (perché crollerà,  anche qui non serve essere un chiaroveggente per capirlo), da reagire con qualsiasi genere di manifestazione di panico e chissà cos’altro.

E’ bene iniziare a disporsi a lavorare su se stessi, aumentando la propria consapevolezza, e non cercate nessuno, perché non lo troverete. Te stesso sei quello che vedi giorno dopo giorno, non hai perso nessuno e non c’è nessuno da ritrovare,  fai la pace con te stesso, solo questo, smettendo di odiarti per non aver realizzato i sogni o le aspettative di qualcun altro o che qualcun altro o qualcos’altro ti ha messo nella testa.

Recuperiamo quello che siamo, smettendo di alimentare il ritratto immaginario, e percependo quello che siamo così come siamo. Io Sono quel che sono e quel che io sono sono. Solo partendo da una reale individuazione del proprio livello d’essere possiamo approcciare un nuovo sviluppo, partendo dalla consapevolezza.

Ma per farlo serve imparare a dis-identificarsi dall’ego e smettere di lasciare coscienza nei sistemi costruiti ad arte, accorgerci che ne siamo dipendenti, ed iniziare un lavoro di purificazione, di pulizia, di disintossicazione.

Lasciate ogni speranza voi che entrate, c’è scritto all’ingresso dell’inferno di Dante, ma pochi sono coloro che realmente hanno compreso quelle parole. Non si riferiscono ad un pentimento giustizialista, ma alla possibilità potenziale di percorrere i propri inferni e liberarsi dalle insidie di un falso sé, della falsa immagine di sé, del ritratto immaginario, appunto.

Smettiamo di identificarci al sistema, che da noi trae energia, perché dove dirigiamo la nostra attenzione, li va la nostra energia,  l’identificazione è una condizione in cui l’identità di un individuo è associata ad una cosa, a un oggetto, una persona, un pensiero, un idea, un sistema.

Quando pensiamo intensamente a qualcosa o siamo catturati da un evento, e generiamo qualsiasi genere di emozioni (reazioni del corpo fisico a pensieri e circostanze o eventi) abbiamo la tendenza a dimenticare tutto quello che ci circonda e che compone il “momento presente” a favore di un solo elemento, eventi, circostanza, oggetto, o cosa che sia.

E’ questo quello che significa essere totalmente dipendenti, da oggetti, persone, e che ci rendono schiavi della loro influenza o potere attrattivo.

Questa assenza di contatto con il momento presente, (l’unico momento reale), è la condizione dell’uomo moderno ordinario, assuefatto ed assorbito da migliaia di inutili pensieri e convinzioni.

Il momento presente è di fatto una realtà molto più vasta di quella che noi filtriamo attraverso i nostri ego e le idee limitanti, l’uomo medio ignora la reale natura dell’universo e del luogo in cui si trova, come la Terra, e la sua funzione,  per questo ne subisce ogni influenza, ma questo non è accidentale, è solo ignoranza.   consapevolezza

In base a quello che un individuo ha appreso nel corso della sua vita ogni stimolo viene immediatamente ricondotto, in base alla tendenza umana a cercare sempre il punto di minima resistenza, ad una risposta precostituita, basata su idee preconcette e reazioni stereotipate e questo avviene attraverso il processo di identificazione con lo stimolo stesso.

Non può esserci consapevolezza ed identificazione nello stesso momento, l’una vive a scapito dell’altra, l’identificazione è uno stato in cui siamo in potere delle cose, ne siamo totalmente dipendenti, liberarsene richiede un certo lavoro mirato e paziente.

I tempi ci stanno chiamando a compiere un qualche lavoro personale, che ci permettano di poterci liberare dalle influenze esterne del sistema culturale in cui siamo messi, imparando a dominare le proprie passione ed intraprendendo un cammino di disintossicazione. Il fatto che vi priviate del televisore piatto a 32 pollici non significa che vi siete liberati del sistema, se poi passate tutto il tempo a rimpiangerlo o se di quando in quando vi soffermate sulla parete vuota con rammarico, uscire dai sistemi non significa rinuncia, ma comprensione e libertà.

Un modo più adeguato per separarsi dall’identificazione con i falsi bisogni, gli oggetti, le persone, le circostanze, è attraverso il tentativo di provare ad espandere la consapevolezza di quello che ci circonda, cercando di riconoscere e capire quali siano i meccanismi che ci mantengono legati.

 Tre sono i punti fondamentali:

 1. individuare il proposito che si vuole tentare.

2. eseguire l’osservazione, il lavoro, il proposito senza aspettative.

3. accettare qualsiasi risultato, anche apparentemente fallimentare, “ma è la mente a dirlo, anche se non è così”, dobbiamo capire che impariamo attraverso la ripetizione e gli errori commessi.

Ci vuole molta pazienza ed a-more verso se stessi, verso ciò che si è, ed allo stesso tempo nessuna indulgenza verso l’ego, noi non siamo il nostro ego, o i suoi bisogni, abbiamo ego, ma non siamo l’ego.

Parte 2

Parte 3

Parte 4

 

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