Qualcosa non torna Parte 1

 

Con l’articolo che segue, insieme ad altri che pubblicherò successivamente, voglio esporre aspetti controversi della storia ufficiale, sul percorso dell’essere umano su questo pianeta.

Questi aspetti molto importanti, permetteranno al lettore di comprendere bene le implicazioni che emergeranno con tutta la loro forza, anche grazie al lavoro di ricercatori indipendente, che operano in modo onesto e sincero, facendo affiorare una verità scomoda, ma che va presa seriamente in considerazione.

La scienza ufficiale sta cercando in tutti i modi di eclissare e ignorare queste prove e questi fatti. Il primo problema che si presenta è il Tempo (Kairos), le datazioni applicate alla storia umana, i cicli della storia usati dagli antichi nelle loro tradizioni, come la civiltà indù, egizia e maya, non combaciano affatto con la versione storica ufficiale, nelle discipline accademiche come l’archeologia, l’antropologia, la geologia, l’elenco sarebbe lungo… il fattore determinante, principale, centrale è rappresentato dalle date, dalla cronologia!

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C’è mancanza di una chiara percezione del tempo, della storia di questo pianeta, ed è il vero ostacolo per una reale comprensione del percorso della storia umana.

I ricercatori in questi campi dovrebbero in qualche modo coltivare la consapevolezza sulla possibilità di una linea temporale più ampia, che riguarda l’evoluzione umana.

Gli archeologi, chiamati “eretici”, preferisco alternativi, hanno aperto una nuova frontiera negli ultimi quaranta anni in questa direzione.

La storia andrebbe rivista alla luce di nuove ricerche e nuove scoperte, nel suo arco temporale, nell’ordine di decine di migliaia di anni.

Per prendere in considerazione la possibilità di una cronologia molto più ampia di quella ufficiale, devono essere messi da parte lo scetticismo, basato sull’apprendimento culturale, religioso, scientifico e accademico, verso aree di pensiero alternative, anche perché vi sono prove che sostengono tutto questo.

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La maggior parte delle persone accetta in modo totalmente acritico ciò che gli è stato insegnato a scuola attraverso l’influenza della scienza darwiniana.

Bisogna ricordare che una teoria rimane tale fino a quando non può essere dimostrato che è una certezza, in modo più che assoluto, fino ad ora nessuno è stato in grado di farlo, soprattutto nel campo della paleontologia, perché non ci sono prove certe e sicure, anzi ci sono prove che sostengo l’opposto di ciò che ci viene insegnato.

La scuola ufficiale per vari motivi non ci insegna ad avere fiducia in noi stessi!

Secondo l’archeologia attuale, la civiltà umana avrebbe avuto inizio nel 4004 a.C, cioè avrebbe una tradizione culturale di soli 6.000 anni, partendo dai Sumeri.

Quando qualche studioso tenta di superare questa linea temporale, c’è una sorta di cordone ombelicale insidioso che scatta, anche quando una forte intuizione lo spinge, quasi immediatamente viene riportato forzatamente alla cronologia ortodossa, ciò avviene perché il condizionamento è profondamente radicato in tutti i sistemi di istruzione, ricerca scientifica, comunicazione, tutti finiscono sulle stesse date, come la si gira, la storia umana avrebbe secondo loro, solo qualche migliaio di anni e non di più.

 

Da qui nasce il rafforzamento di una illusione collettiva continua, guidata sempre più profondamente da questa visione ristretta.

E’ necessaria una rivoluzione delle idee per poter aprire questo sarcofago storico del pensiero, specialmente sul tema del tempo, che avrebbe bisognoso di una bella revisione.

Per molti allargare la visione del tempo potrebbe essere un cambiamento quasi traumatico di coscienza e consapevolezza, ma non bisogna avere timore di andare avanti!

Quando vengono consultate le tradizioni delle culture più antiche, per esempio il calendario noto come il Tirukkanda Panchanga, degli Indù Tamil, questo fa iniziare l’evoluzione umana in un esatto ciclo che parte da 18.500 anni fa.

Questi cicli temporali arrivano indietro nel tempo di decine di migliaia di anni, quelli dei Maya sono documentati addirittura in centinaia di migliaia di anni.

Sono solo frutto della fantasia, o fatti reali?

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Ci sono paradossi temporali sulle linee del tempo tra fonti antiche e scienza moderna e non c’è accordo sui lunghi cicli temporali, questo perché anche se il tempo è un ciclico, un cerchio, viene considerato come una lunga linea retta, che va dal passato verso il futuro e questo ci viene insegnato.

L’astronomo Carl Sagan disse che la religione indù è l’unica delle grandi religioni del mondo dedicata all’idea che lo stesso Cosmo subisce un immenso, anzi infinito numero di morti e rinascite. Quella Indù è ‘l’unica religione in cui le scale temporali corrispondono a quelle della moderna cosmologia scientifica. I cicli di Brahma, arrivano a 8.640.000.000 anni, più dell’età della Terra e Sole e circa la metà del tempo dal momento del Big Bang.

L’idea di un universo in espansione, che prevede una scala di tempo e spazio di vaste proporzioni, non esiste solo nella cosmologia moderna, ma anche nell’antica mitologia indiana, ed ha una visione dell’universo come cosmo organico, ritmico ed in movimento.

Gli indù sono stati in grado di sviluppare una cosmologia che va molto vicino ai modelli scientifici moderni.

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Se questi periodi di tempo più lunghi fossero presi in considerazione, nelle varie discipline, si potrebbero sviluppare interi nuovi paradigmi basati su informazioni già esistenti, tradizioni spirituali e scienze tradizionali, che potrebbero colmare il lavoro, e fornire un più ampio quadro olistico in ogni settore umano. Secondo una visione più ampia all’umanità ci sono voluti eoni per evolvere fino ad oggi, infatti l’antropologia ufficiale non riesce a spiegarsi come dall’uomo primitivo all’uomo Sapiens Sapiens, possa essere trascorso un arco temporale così breve.

Secondo la visione Darwiniana e scientifica moderna, la Terra avrebbe dovuto essere molto più antica di come è ora per giustificare tale evoluzione. Basterebbe dare vita ad un paradigma esistente, che fa parte integrante della saggezza antica di diverse culture, per far emergere ciò che è stato spesso nascosto, anche attraverso l’uso dell’intuito.

Purtroppo l’umanità attuale, vive solo sulla visione del solo piano mentale razionale, per questo chiedo di vagliare queste informazioni, e le prossime che pubblicherò nel blog, senza formulare un pre-giudizio, cercando di sospendere il dubbio, senza dare un sentenza, nella chiarezza e coerenza delle informazioni, cercando una tua risposta interiore e personale.

 Calendario Maya, America Centrale.             Calendario Maya, America Centrale  

Denderah Zodiaco, Egitto.

                  Denderah Zodiaco, Egitto.  

 

Nella cronologia Maya e indù ci sono tempi molto lunghi, che sono stati semplicemente ignorati. La vecchia cronologia Indiana, ad esempio, è stato ignorata,il filosofo David Lewis afferma:

“Fin dal XIX secolo, gli studiosi occidentali hanno sistematicamente respinto il significato storico degli antichi popoli, quelli del sud Asia inclusa. Con una tendenza decisamente etnocentrica, figliastra intellettuale del colonialismo occidentale. Gli esperti reinterpretano la storia orientale, solo con sistemi filosofico-scientifici, gettando così nella pattumiera tutta la storia!”

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Questa pattumiera è il depositario di tutte le cose che sono in conflitto con i modelli europei, come le religioni, il materialismo scientifico, dove troviamo la nascita stessa del “filtro della conoscenza”, ben noto agli studiosi di archeologia alternativa, come anche la geologia e altre discipline coinvolte nella ricerca delle origini perdute.

 Per esempio il trattato dell’ India con l’Occidente e la sua acquiescenza a questo trattato, ha permesso all’ occidente e al suo intellettualismo, di conquistare il mondo in questo senso.

Credere di comprendere l’intera storia di ogni cultura con la sola visione “dell’ intelletto” è una illusione, soprattutto quando le sue radici si estendono ben oltre la posizione ufficialmente accettata.

Altri fattori responsabili di questo punto di vista universale dell’evoluzione umana negli ultimi 500 anni, sono la religione e la scienza contemporanea.

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La linea del tempo classica deriva dalla tradizione Giudaico-Romana e dalla Chiesa Cattolica, che pone il limite dell’inizio della civiltà umana a sei mila anni fa e non oltre.

Questo condiziona il modo di pensare di gran parte dell’Occidente e viene riconosciuto dalla maggioranza cristiana e non cristiana, che aderisce a questa sequenza temporale in modo rigido, ignorando qualsiasi prova contraria.

Gli scienziati nei secoli passati hanno avuto paura di sconvolgere la chiesa. La Teosofa Blavatsky scriveva tra l’800 e il 900:

Le date per le fondazioni di città, civiltà e vari altri eventi storici sono stati assurdamente ridotte. Ciò è stato fatto come un offerta di pace alla cronologia biblica!

In realtà la Blavatsky pur avendo ragione nella sostanza, fece un errore in questa sua affermazione, perché la bibbia non fornisce date di alcun genere, ma le sono state appioppate dalla archeologia moderna.

 

Un noto paleontologo Ed. Lartet Scrive: “Nessuna Data si trova nella Genesi, che assegna un tempo per la nascita dell’umanità primitiva. Per quindici secoli hanno cercato di forzare i fatti della Bibbia in accordo con i loro sistemi”! Affermazione molto importante, da parte di un paleontologo!

Le variazioni più “estrema”, nella visione ufficiale, non va oltre i 6.000 anni, nel periodo compreso tra l’inizio del mondo inteso come, “civiltà” fino ai nostri giorni.

Nonostante i progressi tecnologici, tutto sembra sempre gravitare attorno a una linea temporale Giudaico-RomanaCattolica, per ciò che riguardante la nascita delle razze antiche.

Anche Wikipedia parla di 3.300 a.C anche per gli indù, influenzata da condizionamenti religiosi e da altri fattori.

Tutto questo perché Darwin pensava che l’evoluzione umana non andasse oltre il 4.000 a.C!

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L’ arroganza nel non voler riconoscere che in passato ci sono state civiltà su questo pianeta civiltà molto più antiche ed evolute di quanto si crede, “visto le enormi strutture in pietra”, (le piramidi sono un classico esempio), quasi impossibile da replicare, anche con i mezzi moderni, ha quasi del ridicolo.

l’Istituto Smithsonian, ad esempio (ma la lista sarebbe infinita) ha scandalosamente soppresso, nascosto o distrutto prove fossili e manufatti di antiche culture megalitiche, che hanno preceduto la nostra era, a causa di interessi lobbistici da parte della comunità scientifica, cercando di mantenere una visione molto ristretta, e chiunque sia andato oltre questa visione, è stato immediatamente ridicolizzato o licenziato.

 

La maggior parte dei principali archeologi ha completamente ignorato le centinaia di città sommerse in tutto il pianeta che puntano verso civiltà molto antiche e molto avanzate.

Nel 2001 un team di ricercatori lavorava al largo della costa occidentale di Cuba e scoprì le rovine di un’antica città sommersa da migliaia di anni. L’incredibile scoperta è avvenuta grazie alle sofisticate apparecchiature sonar, capaci di rilevare strutture in pietra sino a 650 metri di profondità, questo ha destato particolare interesse in tutta la comunità scientifica.

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                                   Esempio di strutture Megalitiche sommerse

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L’archeologa Virginia Steen-McIntyre ha scritto e pubblicato articoli riguardanti la datazione di alcuni reperti ritrovati da lei stessa.

Ha riportato quattro sofisticati, test indipendenti: come la datazione all’uranio-torio, datazione tephra, studio dei minerali e degli agenti atmosferici per determinare la data dei manufatti.

Secondo questi test, già convalidati dal 1981, risultano date di 250 kya, cioè di 250.000 anni, per manufatti Hueyatlaco.

Questi rapporti non furono pubblicati, mai o ritardati per anni!

Anche Steen-Mcintyre sostiene che le sue scoperte sono state respinte non sui demeriti o errori suoi, ma perché i critici erano impegnati in un ragionamento chiuso, circolare e vizioso.

Ci sono una serie di sconcertanti resti di antiche civiltà, con cui si devono confrontano gli studiosi moderni.

Una percezione più accurata è quasi impossibile, quando poi è aggravata dall’ipnosi culturale educativa.

Ci sono molti metodi per stabilire una cronologia accurata, come la datazione al carbonio, datazione all’ uranio ecc, tecniche astronomiche e altro ancora.

Un’altro metodo di datazione è anche quello dei i Cicli di Precessione.

Sono state avanzate date per la costruzione della Grande Piramide, attraverso alcuni allineamenti astronomici, e questi ricercatori sono sicuramente sulla strada giusta.

Robert Bauval, nel suo libro il mistero di orione spiega le forti contraddizioni della cronologia ufficiale.

La datazione di edificazione delle piramidi è fissata tra il 2700 e il 2200 a.C.. Però nessun documento tratta direttamente della costruzione della grande piramide, tanto da poterne stabilire con certezza la data di edificazione, contrariamente in tutti i casi in cui vi si riferisce è citata come opera “già esistente”, al suo interno non sono stati rinvenuti geroglifici né altri tipi di documentazione.

La disposizione delle piramidi e l’orientamento di alcuni particolari sono palesemente riferiti a costellazioni e non corrispondono all’attuale posizione delle stelle e nemmeno a quella di 5.000 anni fa, ma bensì a quasi 15.000 anni fa!

piramidi

 

La Teosofa Blavatsky, autrice di: La Dottrina Segreta e il maestro della tradizione vedica dei cicli, afferma che se i tre cicli di precessione raffigurati sulla Zodiaco di Dendera come si crede siano di 26 mila anni, sarebbe sufficiente per capire che la data della costruzione della Grande Piramide non può essere avvenuta solo 4.500 anni fa. Più avanti vedremo le prove oggettive di questo.

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Denderah Zodiaco, Egitto.

                                                              Zodiaco di Dendera

Continua…….

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 Risposte to “Qualcosa non torna Parte 1”

  1. Roberta Says:

    L’umanità, purtroppo, non vive di razionalità, bensì di wishful thinking. Se la ragione ponderata trionfasse, ce la staremmo passando tutti quanti meglio. L’irrazionalità ed il desiderio di credere nel conclamatamente falso pur di confortarsi stanno distruggendo ed erodendo ciò che ci rende umani: il pensiero critico.

    • Franco Andres Says:

      Ciao Roberta. L’uomo vive di desideri sbagliati,a mio parre.
      Lumanità è immersa nel meterialismo più irrazionale, dimenticandosi che esiste dentro di noi, qualcosa di più nobile, Divino, cioè lo spirito individuale, l’ego sum. Facciamo di tutto per lavorare nel mondo di superficie che ci è stato messo davanti e non facciamo nulla per il mondo interiore, molto più importante.
      Qualcuno diceva: Conosci te stesso Uomo, e conoscerai l’Universo e gli dei! Chi vuole conoscere realmente se stesso al giorno d’oggi? Sono molto pochi gli Uomini e le Donne che sentono questo desiderio. Cambiare prima dentro per cambiare fuori, lavorare su se stessi, questo è il segreto. Alla società di oggi non interessa questo discorso,ecco perchè è ridotta come è ridotta, si è condannata con le proprie mani.
      Il pensiero deve essere giustamente critico, ma non ipercritico, altrimenti si finisce nel gioco dei due opposti, senza dimenticare che ci vuole anche una buona dose di creatività, intuito, e percezione per capire bene questa realtà sintetica finta che ci è stata messa davanti, questi tre fattori sono molto importanti. Vivere nel solo piano mentale non paga.
      Un abbraccio


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