STRANE EMISSIONI DAL SOLE

Ricercatori da mesi sono presi dalla paura pensando alle tempeste solari in arrivo. Alcuni hanno predetto degli tsunami solari devastanti che potrebbero portar via la nostra avanzata tecnologia, altri danno voce ad avvertimenti sul fatto che violente esplosioni sulla superficie del sole, potrebbero raggiungere la Terra, aprire una breccia nel nostro campo magnetico ed esporci a miliardi di intensi raggi X ed altre forme mortali di radiazioni che possono causare cancro

.Ora è emersa la prova che qualcosa di potenzialmente più dannoso sta accadendo nelle profondità del nucleo della nostra stella dispensatrice di vita: particelle mai viste prima, vengono sparate fuori dal sole e stanno colpendo la Terra.

Qualsiasi cosa sia, l’evidenza dice che sta influenazando tutta la materia. Negli anni scorsi, dei fisici allarmati si sono resi conto per la prima volta di questa minaccia. Inizialmente fu liquidata come una anomalia ora invece alcuni scienziati,stanno rimbalzando email ai loro colleghi in tutto il mondo,nel tentativo di afferrare esattamente cosa stia succedendo sul sole.E’ accaduto qualcosa di praticamente impossibile. Ma è quel “praticamente” che poi è stato dimostrato che essere vero.

I laboratori su tutto il globo hanno confermato che il tasso di decadimento della radioattività,che una volta era una costante ed una roccaforte della scienza,non è più una costante.

Qualcosa che viene emesso dal sole sta interagendo con la materia in modi strani e sconosciuti ed ha la sorprendente potenzialità di cambiare enormemente la natura della Terra stessa. Quel che esattamente sta innervosendo gli scienziati è il fatto che il tasso naturale di decadimento radioattivo delle particelle atomiche è stato sempre prevedibile. Infatti usare il tasso di decadimento del carbonio 14 è stato un metodo per datare archeologicamente gli oggetti, Il tasso di decadimento sembra accelerato

Il peggio è che se i tassi di decadimento della materia stanno cambiando, allora tutta la materia sulla Terra ne viene influenzata, incluso la materia che costituisce la vita. La mutazione può avanzare cosi tanto da cambiare la realtà alla base dell’universo quantistico,e di conseguenza, la natura della vita, alcuni principi della fisica e forse persino il flusso uniforme del tempo.

Infatti l’evidenza vuole che il tempo si dilati e ci si è giunti dopo attenta osservazione del tasso di decadimento. Se le particelle che interagiscono con la materia non sono la causa,e la materia è influenzata da una nuova forza di natura,allora il tempo stesso può essere in accelerata e non c’è modo di fermarlo, sono i neutrini la causa? I ricercatori hanno correlato le anomalie nel tasso di decadimento ad un periodo di 33 giorni,il concetto di questo tempo corrisponde alla rotazione del nucleo solare, di 33 giorni appunto, una tale corrispondenza non può essere una coincidenza da creduloni.

È noto che il nucleo del sole produce continuamente esplosioni di correnti di particelle chiamate neutrini, alcuni scienziati stanno tentando di trovare prova che i neutrini siano i principali responsabili dietro la mutazione della materia. Ma c’è un problema con questa ipotesi, poiché i neutrini sono come particelle fantasma,è estremamente difficile intercettarle,normalmente i neutrini passano attraverso la Terra senza interagire con essa, per un neutrino la Terra non esiste.

A meno di non scoprire una proprietà del neutrino sconosciuta fino ad ora, o trovare una nuova particella, esiste la possibilità che non ci siano particelle dietro i cambiamenti registrati nei tassi di decadimento radioattivo. Quel che potrebbe essere la causa del fenomeno è una forza sconosciuta prima d’ora. Mentre il sole sta giungendo ad un suo massimo solare e si avvicina inesorabilmente un periodo di pericolosa intensità, mai sperimentato da persona vivente, forze strane ed incontrollabili potrebbero essere in costruzione nelle profondità della sua violenta fornace nucleare.

E’ già stato provato che la massa solare deforma il tempo,piega le onde della luce ed è responsabile della mutazione delle specie sulla Terra.Ora questa nuova forza, può essere direttamente interagente con la materia, in un modo che non solo potrebbe cambiare la comprensione della fisica da parte della umanità, ma cambiare l’umanità stessa… e non necessariamente in un modo benefico. Sia che il fenomeno avrà o meno impatto sulla umanità o se sarà il peggior impatto possibile, non c’è nulla che possiamo fare per fermarlo,ancora una volta, le forze titaniche della natura tirano su la testa per sopraffare la nostra tecnologia e noi ci troviamo come giocattoli nella mani degli dei.

Ora gli scienziati hanno scoperto che poderosi scoppi di magnetismo che emanano dalle macchie solari  vicino ai poli del sole, possono ritornare ad arco verso la Terra attraverso il campo magnetico solare.

Le eruzioni della massa coronale del sole (The sun’s coronal mass ejections CMEs) sono più che un semplice interesse scientifico. Quando queste esplosioni giganti di particelle di gas bollente, caricate elettricamente, colpiscono i satelliti, possono interrompere trasmissioni radio e tv, segnali GPS e chiamate di cellulari
Possono anche sovraccaricare le centrali elettriche al suolo e costituire un pericolo radioattivo.Un recente studio della National Academy of Sciences degli USA sui potenziali pericoli per la Terra nell’essere colpita da un forte CME,stima un danno in più di un trilione di dollari ed un tempo di riparazione fino a 10 anni.

Gli scienziati hanno speso anni nel tentativo di tracciare i CME e fornire abbastanza allerte da permettere che si prendessero precauzioni, come per esempio mettere i satelliti in modalità di sicurezza temporanea.

Un gruppo di ricerca internazionale che analizza i dati delle navicelle gemelle STEREO della NASA, che forniscono osservazioni tridimensionali,dell’attività solare, hanno fatto una importante scoperta, quando hanno notato qualcosa che era stata predetta ma mai osservata:i CME (eruzioni della massa coronale del sole ) si lanciavano nello spazio dalle alti latitudini del sole, seguendo traiettorie che li riportavano verso il piano equatoriale del sistema solare, dove risiede la Terra. Eravamo veramente sorpresi e pensavamo che qualcosa doveva essere sbagliato nei nostri algoritmi, ha detto il fisico solare Peter Gallagher, del Trinity College di Dublino.

Ma le analisi successive hanno rivelato che i tracciati della tempesta solare che fa la curva erano accurati. I CME che emergevano dalle macchie solari collocate alle latitudini di 60¢ª o maggiori, al nord e al sud, possono vedersi piegare le loro traiettorie dal campo magnetico del sole ed essere spinte all’infuori verso i pianeti dal vento solare che soffia a 500 km/sec.

Gallagher e i colleghi riportano questa settimana su Nature Communicationsche anche i campi magnetici dei CME influenzano le traiettorie. Questi campi tendono a rotare e la loro rotazione può sia rendere più acuta la curva della traiettoria o appiattirla. A seconda se il CME (eruzione della massa coronale del sole ) viaggia lentamente o più veloce del vento solare del momento. Il risultato è che, proprio come le palle con traiettoria curva di un lanciatore di un campionato importante, le rotte curve dei CME possono variare.

Queste scoperte significano che coloro che fanno le previsioni sulle condizioni climatiche nello spazio hanno bisogno di osservare con più attenzione, le eruzioni ad alta latitudine. La reazione normale, quando i CME emergono dalle regioni polari, è stato pensare ( che non ci stanno toccando ), i nuovi dati indicano invece che questo non è il caso.L’abilità di tracciare persino i CME che si incurvano nello spazio è di grande beneficio per coloro che predicono il clima nello spazio.

I ricercatori hanno “chiaramente indicato che letempeste solari lanciate inizialmente ad alte latitudini  possono avere una influenza su di noi e sulla Terra, ha detto il fisico solare William Thompson. Thompson aggiunge che sebbene gli scienziati conoscano da tempo che le tempeste solari possono cambiare direzioni mentre sono vicine al sole, “è stato sorprendente scoprire che questo può essere anche il caso ben oltre nel loro percorso.


Pianeti solitari vagano nella Via Lattea

Vagano soli nella Via Lattea senza orbitare intorno ad alcuna stella: sono pianeti grandi quanto Giove appartenenti ad una nuova classe descritta su Nature da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dal giapponese Takahiro Sumi dell’università di Osaka. I nuovi pianeti chiamati ‘free-floating’, ovvero vaganti liberi, sarebbero stati espulsi dal loro sistema planetario subito dopo la loro nascita.

Come in un biliardo cosmico questi oggetti, osserva l’astronomo David Bennett dell’università di Notre Dame, “potrebbero essere stati scagliati lontano nello spazio dopo uno scontro con un altro pianeta”. In tutto sono 10 i pianeti solitari scoperti scandagliando un’area della nostra galassia vicina al centro della Via Lattea, ma secondo i ricercatori, pianeti come questi, sarebbero molto comuni. Di questa popolazione potrebbero far parte anche pianeti più piccoli, per esempio delle dimensioni della Terra, più difficili da individuare ma che possono essere espulsi dai loro sistemi planetari più facilmente rispetto ai pianeti delle dimensioni di Giove. Scoprire questi pianeti solitari è stato possibile grazie alla tecnica della microlente gravitazionale un effetto che si manifesta quando un corpo di grande massa si trova fra una sorgente di luce e l’osservatore deviando e amplificando la luce proveniente dalla sorgente, come accadrebbe in una lente.

La scoperta non è del tutto nuova, pianeti solitari sono già stati individuati osservando zone di recente formazione stellare” rileva l’astronomo Raffaele Gratton, dell’Osservatorio Astronomico di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). In queste regioni, prosegue l’esperto, sono stati individuati pianeti liberi (che non gravitano intorno ad alcuna stella) appena nati, distinguibili perché più brillanti dei pianeti più ‘ maturi’. Ma anche se il risultato non è del tutto nuovo, “é importante – aggiunge – perché migliora di molto le misure relative alla massa di questi oggetti e dimostra anche che quando si formano i pianeti alcuni di questi possono essere espulsi dal loro sistema per effetti gravitazionali”. Alcuni scienziati suggeriscono anche che questi pianeti vaganti potrebbero essere abbastanza caldi da ospitare forme di vita per l’effetto serra dovuto alla grande quantità di idrogeno presente nella loro atmosfera. Ma secondo Gratton si tratta di una teoria difficile da provare perché anche “se è vero che questi pianeti potrebbero essere caldi non sono osservabili”.

SU SATURNO CI SONO GIGANTESCHI VELIVOLI SPAZIALI?

Secondo il dott.Norma Bergrun,I misteriosi segnali captati dalle sonde spaziali come le vecchie Voyager 1 e 2 e la Cassini Huygens, sono la dimostrazione della presenza di Giganteschi veicoli spaziali che sono operanti nelle vicinanze di Saturno, il secondo pianeta più grande del nostro sistema solare , In una intervista fatta da parte da un ricercatore e giornalista di UFO Magazine.

Bergrun ha lavorato come ricercatore alla NASA per 12 anni , poi alla Lockheed Missili e Space Company, dove era responsabile della pianificazione e analisi delle prove di volo per la Marina di lancio dei missili Polaris.

Durante i suoi tredici anni alla Lockheed, ha lavorato in qualità di scienziato responsabile per le applicazioni satellitari e spaziali.

Norman Bergrun aveva intrapreso uno studio dettagliato di immagini della NASA provenienti dalle sonde spaziali Voyager 1 e Voyager 2 inerenti fotografie degli anelli di Saturno. Ha scoperto come gli anelli sono formati da emissioni elettromagnetiche emergenti da gigantesche veicoli (EMV) e che questi sono controllati da una forma di intelligenza extraterrestre.

In uno studio pubblicato sul suo libro “Ringmakers of Saturno” mette in risalto ricerche effettuate su molte immagini fotografiche a colori provenienti da Saturno ma di fonte NASA. Al Dr Bergrun vanno le congratulazioni della comunità di ricercatori, per le sue migliaia di ore di studio e la documentazione delle sue conclusioni. SU SATURNO CI SONO GIGANTESCHI VELIVOLI SPAZIALI!!

I misteriosi segnali captati dalle sonde spaziali come le vecchie Voyager 1 e 2 e la super tecnologica Cassini Huygens, sono la dimostrazione della presenza di Giganteschi veicoli spaziali che sono operanti nelle vicinanze di Saturno, il secondo pianeta più grande del nostro sistema solare. E non solo! La presenza di tali veicoli ET è sicuramente uno dei più importanti … Segreti di scoperte fatte nello spazio. Grandi veicoli cilindrici, appartengono ad una sconosciuta e altamente sofisticata civiltà extraterrestre; questi sono presenti anche nelle regioni di Marte e Luna.” (N. Bergrun)

 Il grande telescopio spaziale Hubble era alla ricerca di nuove Lune su Saturno e Giove. ma quel giorno il telescopio ha avuto modo di fare delle fotografie a infrarossi di Saturno e proprio sulle quelle fotografie, sono stati scoperti misteriosi veicoli, di origine sconosciuta, che potrebbe essere Astronavi madri o comunque, un certo tipo di grandi vettori di trasporto alieni.

Una di queste misteriose astronavi sembra avere un diametro vicino a quello della Terra e un altra ha più di cinquanta mila chilometri di lunghezza! Nel suo libro “Ringmakers di Saturno” il dottor Norman R. Bergrun, in collaborazione con Walter Vincenti, professore di aeronautica e astronautica presso la Stanford University, ha scritto che gli anelli di Saturno in realtà non sono del tutto naturali, ma artificialmente costruiti dalle gigantesche astronavi cilindriche,operanti nelle vicinanze di Saturno.

Quale è il motivo di tutto questo? Non dimentichiamoci che il Col. Philip Corso nel 1947 ebbe un incontro con un essere ET. In questo incontro Corso chiese da quale pianeta venissero e quali erano i loro scopi. La risposta è stata: Noi siamo I CREATORI” Noi siamo anche chiamati IGIGI. Loro sono quindi i creatori di Mondi? Se leggiamo gli antichi testi Sumeri (Enuma Elish) i famosi Nephilim erano descritti come i Guardiani e Creatori dei Mondi. Non sembra che desiderano contattarci per ora. Ma qualcosa si muove nella direzione giusta.

Tutti sappiamo che si tratta di esseri , civiltà extraterrestri, altamente avanzati in grado di creare cose incredibili nel nostro sistema solare. Per il loro aiuto hanno enormi veicoli che possono essere misurati in diametri di pianeti come la Terra.

 Un veicolo ET di una tale enorme dimensione, ha la capacità di sostenere tutta una civiltà. Sono anche in grado di creare gli anelli intorno a pianeti enormi come Saturno o Giove e di creare satelliti o lune intorno ad essi. Sembra che anche noi siamo parte di questo grande progetto.

LA FACCIA DI MARTE

A detta degli scienziati incaricati delle analisi delle foto satellitari, il volto di Marte risulterebbe inesistente. Nelle pagine originali in lingua inglese – molto più numerose di quelle tradotte in italiano – neanche una volta gli addetti all’ufficio stampa dell’ESA riescono ad evitare di chiamarla «the so-called ‘Face on Mars’» (la cosiddetta ‘Faccia di Marte’), termine che ricorre per tre volte nelle didascalie di accompagnamento alle foto. Le agenzie stampa di tutto il mondo sono state inondate da news inerenti la definitiva prova dell’inesistenza del ‘Volto di Marte’, con titoli come quelli di seguito:

Marte. Il Mars Express smitizza il “volto” marziano RaiNews24

Sfuma il mito del volto marziano, il cosidetto “volto” nella regione marziana di Cydonia e’ solo un gioco di ombre  di Marte,. Risolto  il mistero della «faccia umana» – Corriere della Sera – 24 set 2006
Crolla la «prova» principale dell’esistenza di un’antica civiltà ormai scomparsa su Marte.
L’altra Faccia di una beffa – Aprile Online

Scienza. Cancellato ogni dubbio sul mistero del ‘volto umano’ fotografato su Marte nel 1976 dalla sonda Viking 1. Era un gioco di ombre e luci.

Marte ha perso del tutto la faccia – Coelum Astronomia – 23 set 2006
La leggenda era nata nel luglio 1976. In un’immagine della regione Cydonia fotografata dal Viking uno faceva bella mostra di sé…

UFO: Faccia di Marte, il caso è chiuso, solo un gioco di luci – Star Trek Italia – 22 set 2006
Nel 1976, Viking 1 aveva fotografato una formazione rocciosa a forma di volto.Le immagini di Mars Express non lasciano dubbi: non è opera di una civiltà aliena.

Credo che pochi si sia preso la briga di ‘testare’ la veridicità di queste affermazioni, o anche solo di chiedersi dove sono le foto di accompagnamento di queste notizie. Infatti, l’unica foto che accompagnava tale notizia era sempre inequivocabilmente una, e non era neppure una foto (visibile qui). A prima vista,e non solo da esperti grafici, ma anche da qualsiasi ragazzo che abbia mai giocato con un videogioco, la foto in questione è una composizione 3D del volto di Marte, non una foto!
Sul sito web dell’Ente Spaziale Europeo, fonte di tali affermazioni epocali, per capirne di più.
Nella pagina iniziale (e unica in italiano) del sito dedicata alla sensazionale scoperta, gli esperti dell’ESA raccontano.

Nel 2006 La sonda dell’ESA Mars Express ha ottenuto nuove immagini della regione di Cydonia, il sito della celebre “Faccia di Marte”. Le immagini della della navicella dell’ESA includono alcune delle viste più spettacolari del pianeta rosso. Dopo molti tentativi andati a vuoto a causa di polvere in quota e in bassa atmosfera o di foschie, la sonda Mars Express è riuscita a raccogliere, una serie di immagini che mostrano la famosa “faccia” con un dettaglio senza precedenti. I dati sono stati otenuti sorvolando la regione di Cydonia. Cydonia si trova a una latitudine di 40.75° nord e a una longitudine di 350.54° est.

Queste immagini di Cydonia sono davvero spettacolari, ci offrono una vista completamente nuova e dettagliata, e anche un impressionante zoom di un’area di grande interesse geologico. Cydonia si trova nella regione delle Terre di Arabia e fa parte di quella zona di transizione tra l’area collinare del sud e le grandi pianure del nord di Marte,caratterizzata da larghe vallate colme di materiale residuo e da cumuli che sorgono isolati, di varia forma e dimensione.

La pagina dell’ESA in questione, questa (in inglese, piu completa) e questa:

Basta leggere un po’ nei dettagli tecnici delle foto stesse, e si ha la conferma che l’immagine che ha fatto il giro del mondo, indicata come prova assoluta che la faccia di Marte è ‘piatta’ e senza spessore, ( è una elaborazione 3D) e lo si dice apertamente! La didascalia recita: «Image is based on data gathered over the Cydonia region, with a ground resolution of approximately 13.7 metres per pixel.»
Cioè (l’immagine è BASATA su DATI raccolti sulla regione di Cydonia) vale a dire che è un costrutto 3D. Con le foto satellitari appiccicate sopra come texture,e che l’effetto non è quello naturale. la sonda non si è abbassata davvero così tanto da fotografare la reale altitudine e il reale effetto visivo ravvicinato del Volto di Cydonia.

Quindi con una riproduzione 3D, l’effetto non è lo stesso,a nche perchè poi, le poche volte che l’ESA mostra le nuove foto, reali e non ritoccate, il volto appare tutt’altro che fumoso o inesistente, anzi (vedere qui ad esempio).

Alla Freie Universitaet di Berlino,non sanno davvero più cosa inventarsi, visto che poi per confondere le idee e fare sembrare il volto ancora più irreale, lo ‘sporcano’ con effetti cromatici incomprensibili, come in questa foto:

La faccia è sempre lì. Per assurdo, la faccia potrebbe essere indice dell’esistenza di una civiltà aliena o meno, ma la prova migliore che sia davvero un monumentale reperto paleoastronautico è data proprio dal comportamento assurdo degli enti spaziali americani ed europei, che si agitano così tanto e fanno così tanto baccano mediatico per ‘smontare’ la ‘teoria’ del volto di Cydonia, che ti viene subito da chiederti cosa mai gli sia preso.

E a questo punto, a noi sorge il sospetto che il principale sostenitore dell’ipotesi aliena di Cydonia, Richard Hoagland, abbia davvero ragione.

Parte 2