Qualcosa non torna Parte 3

 

L’uovo di Assuan

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Hai mai sentito parlare dell’ Uovo di Assuan? Ovviamente no, sui libri di storia non troverai mai queste scomode verità, che possono destabilizzare la  versione ufficiale.

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E’ un uovo di struzzo perfettamente conservato, è stato trovato in Nubia, erano molto comuni tra la gente per la conservazione dei liquidi. Questo uovo ha superato i 6.000 anni di età, per arrivare fino a noi con il suo disegno, un disegno rivelatore!

Per essere esatti l’uovo risale a 4.500 anni prima Cristo.

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L’uovo e’ stato trovato nel 1910 ed esposto per la prima volta nel 1997. La datazione e’ stata fatta col carbonio 14, analizzando quello che era rimasto dentro l’uovo.

Sulla datazione non ci sono dubbi, da entrambi i lati dell’uovo sono stati riprodotti tre triangoli, che somigliano molto alla raffigurazione, anzi, sono la raffigurazione delle tre Piramidi di Cheope Chefren e Micerino, (vedi disegno) insieme alla raffigurzione del fiume Nilo.

Un viaggiatore di 6.500 anni fa avrebbe disegnato su quella che era la sua borraccia di allora, il panorama incredibile che si era trovato davanti, se non fosse per il fatto che le tre piramidi a quel tempo non sarebbero dovute esistere! Secondo l’archeologia ufficiale.

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La domanda che nasce spontanea è: Se le piramidi risalgono a non prima del 2.700 a.C., come possono essere state raffigurate da un viaggiatore nel 4.500 a.C.?

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Tra la datazione ufficiale delle piramidi e quelle ritratte sull’uovo, passano più di 2.000 anni di differenza!

L’uovo è stato trovato nelle tomba di un uomo sepolto 4.500 anni prima di Cristo, lo strato geologico corrisponde in modo esatto all’epoca della sua sepoltura, il carbonio 14 ha confermato sia l’età del sito che del guscio d’uovo.

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Nonostante tutto, l’archeologia ufficiale si ostina a trovare conclusioni fantasiose, come questa: Cioè che l’uomo di 6.500 anni fa che ha inciso l’uovo, avrebbe voluto rappresentare delle montagne! Montagne nel deserto!? Capite come ci prendono per i fondelli! Più avanti capirete meglio il perché.

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Guarda il caso proprio tre montagne, non una, o due o quattro, oppure dieci, ma tre e appuntite!

Inverosimile come spiegazione, anche perchè in quella zona desertica per trovare montagne, bisogna risalire ad età geologiche molto antecedentie differenti, risalenti a centinaia di migliaia di anni prima, forse qualche milione.

Non rimane che l’altra e più logica ipotesi, cioè che il disegno rappresenti per forza di cose le tre piramidi nella piana di Giza.

Sotto questa nuova visione con tanto di indizi e prove geologiche, la storia andrebbe riscritta, o per lo meno rivista, le piramidi dovrebbero essere retrodatate di almeno 2.000 anni.

 

uovo struzzo 4

                             Uovo di Assuan datazione 4.500 anni a.C.

uovo struzzo 2

  Uovo di Assuan con la raffigurazione delle Piramidi, datato 4.500 a.C

 uovo struzzo 3

 Forte somiglianza e analogia tra il disegno sull’uovo e la mappa vista dall’alto della piana di Ghiza.

 

Come vedi sopra, c’è una forte somiglianza e analogia tra il disegno sull’uovo e la mappa vista dall’alto della piana di Ghiza, insieme al fume Nilo, troppo somigliante per affermare che si tratta solo di una rappresentazione di alcune montagne.

Non possono essere montagne, per il semplice fatto che le montagne non sono così appuntite e non hanno righe orizzontali da farle sembrare a gradoni e con mattoni.

Non credo ci possano essere dubbi sul fatto che la storia dell’uomo è molto più antica di quella che ci raccontano sui libri di storia, anche se la scienza e l’archeologia ufficiale non vogliono ammetterlo, tutto questo ci ricollega anche a fatti che vedremo più avanti e negli articoli che seguiranno.

 

 

l’età della Sfinge

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Lo stesso discorso ovviamente è valido anche per la Sfinge, anzi soprattutto per la Sfinge.

La teoria corrente degli Egittologi ritene che la Sfinge sia stata costruita nel 2.500 a.C dal faraone Cheope, riconosciuto ufficialmente come il costruttore della Grande Piramide.

Recenti test geologi suggeriscono che il tipo di erosione da agenti atmosferici presente sui lati della sfinge, (piogge torrenziali), siano la causa di tali evidenti segni, per cui la Sfinge risalga, o sia stata costruita molto prima di ciò che afferma l’archeologia ufficiale, in un momento in cui tali piogge erano comuni a Ghiza, cioè 10.500 anni a.C.

L’aspetto singolare e le prove evidenti, nei segni di erosione presenti ai lati della Sfinge dimostrano che non è uno monumento qualsiasi, come gli altri monumenti della piana di Ghiza, ma risalente ad un periodo della storia, molto più antica dei soli 4.500 anni attribuitigli.

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sfinge Erosione

            Evidenti segni di erosinone sulla Sfinge da acqua.

 

 

Un altra particolarità molto importante è che la Sfinge, anche se ha la testa di un uomo e il corpo di un leone, corrisponde perfettamente al simbolo zodiacale del Leone. 

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Se notate bene la testa della sfinge, risalta subito agli occhi un particolare, cioè che la testa è più piccola rispetto al corpo! Questo fa sospettare che la testa della sfinge, che ora rappresenta il faraone, sia stata rimodellata.

Il geologo britannico Colin Reader ha affermato, dopo anni di studi, che la testa della Sfinge è stata in tempi antichi rimodellata, e presentava tutt’altro aspetto in precedenza, vale a dire il volto di un leone.

Le sproporzioni tra il corpo e la testa della statua hanno portato i ricercatori ad ipotizzare che il volto del faraone fu scolpito sopra la testa leonina originale.

Si tratta di una teoria che era stata già avanzata dall’egittologo eretico o meglio, alternativo, John Anthony West, ma che mai sinora aveva goduto di un supporto scientifico.

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Colin Reader ha analizzato il tipo di erosione e le tracce sul corpo della Sfinge avvalendosi di uno storico dell’architettura, il Dr. Jonathan Foyle, il quale ha affermato che le proporzioni tra la testa della statua e il suo corpo sono eccessivamente fuori canone, “troppo fuori”, per essere un atto deliberato da parte dei costruttori Egizi, sempre così precisi fin dalle primissime dinastie.

 

Dunque è logico pensare che la testa è stata rimodellata dal suo aspetto originario, che molto probabilmente era quella di un leone. 

Secondo gli esperti, che hanno partecipato alla produzione del documentario The Secrets of Egypt, il fatto che la statua fosse stata realizzata, con un intero aspetto leonino, non deve sorprendere essendo per gli egizi predinastici un forte simbolo di potere.

La conclusione di Reader è che la Sfinge è dunque, molto più antica di quanto vogliono farci credere, anche se Reader mantiene una linea più cauta rispetto a quella del suo collega americano Robert Schoch.

Robert Bauval ha evidenziato come la Sfinge puntasse ad est, nel punto in cui il Sole nel 10.500 a.C. sorgeva all’equinozio di primavera proprio in corrispondenza della costellazione del Leone.

 

Circa 13.000 anni fa, la stella che era in direzione con il Sole nel giorno dell’equinozio di primavera era Regolo.

Regolo è una stella nella costellazione del Leone, che era in perfetto allineamento circa nel 10.800 a.C al 8.100 a.C. Questo periodo è infatti chiamato l’Età del Leone.

La Sfinge era stata costruita per onorare il sorgere del sole all’equinozio di primavera e la costellazione durante l’età del Leone. Per capirne l’età’ bisogna comprendere che ci vogliono circa 25.800 anni all’asse terrestre per completare un cerchio in senso orario, come il movimento di una trottola.

Questo ciclo del nostro pianeta viene indicato come anno platonico, dal nome di Platone, o precessione degli equinozi o Grande Anno cosmico.

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Il ciclo platonico provoca un lento movimento all’indietro della posizione apparente del sole nello zodiaco se visti su successivi equinozi di primavera.

Ci sono dodici costellazioni dello zodiaco che sono state studiate dai Greci, dagli Indù, Persiani, Egiziani, Caldei, Ebrai e astronomi Cinesi. Pertanto l’età del leone è stata designata come la prima metà del nostro Grande Anno Cosmico di circa 25.800 anni.

Ora siamo nell’ Era dell’Acquario, l’Acquario segna il punto del nostro attuale Grande Anno. Edgar Cayce disse molte volte che la Sfinge era stata costruita nel 10.500 a.C ed i sopravvissuti dopo la catastrofe di Atlantide, (cioè i veri costruttori delle piramidi e della sfinge, subito dopo la fine dell’era atlantidea), avevano nascosto sotto di essa una stanza, contenente tutta la saggezza della loro civiltà perduta e la vera storia della razza umana, Cayce profetizzò anche anche che questa, stanza dei ricordi, sarebbe stata riscoperta.

 

Nel 10.500 a.C, l’allineamento dei cieli era con la Piana di Giza, in perfetto allineamento con le stelle. Questo sarebbe il momento astrologicamente parlando, che i misteri dell’antico Egitto sarebbero stati rivelati. La nuova era dell’Acquario riguarda i segreti di quel periodo che potrebbero venire alla luce.

 

Scoperta Piramidi sotto l’oceano Atlantico vicino alle Bermuda

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Questa importante scoperta fatta già qualche decennio fà, ovviamente taciuta dai governi, è stata fatta nella zona del triangolo delle bermuda, dove avvengono avvenimenti misteriosi, accertati e documentati nel corso dei decenni.

Decine di scrittori, registi documentaristi e ricercatori, hanno approfondito i misteri nascosti nelle profondità di questo tratto di mare che è diventato uno dei luoghi più affascinanti della terra.

La scoperta che è stata fatta ha dell’incredibile, sono state scoperte nelle profondità marine della zona, due piramidi gigantesche (che all’apparenza sembrano essere di cristallo), nel fondo del mare dei Caraibi, la loro età e lo scopo sono un mistero per la scienza, ma come abbiamo visto in precedenza, potrebbero essere state costruite dalla civiltà di Atlantidea in tempi molto antichi, in un momento in cui il letto del mare era al di sopra del livello dell’oceano, considerando il fatto che l’ultima porzione di Atlantide affondò circa 12.500-13.000 anni fa circa, ci si può fare un’idea di quanto sono antiche queste piramidi.

 

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0 Prospettiva della stessa Piramide sotto l’oceano, zona triangolo delle Bermuda

 

Quindi in teoria, nuovi orizzonti sembrano aprirsi con questa scoperta, in teoria e non in pratica perchè la scienza ufficiale tace! Queste piramidi sono lisce, così sembra a struttura cristallina.

Considerando la loro posizione, è ragionevole considerare il loro contributo a molte sparizioni misteriose avvenute proprio lì, ora si potrebbe dare una risposta al misterioso viavai registrato fin dal 19° secolo nella regione dell’Atlantico, conosciuto come Triangolo delle Bermuda.

Il subacqueo Ray Brown, dell’Arizona, scoprì originariamente le piramidi nel 1970.

La scoperta fu casuale, durante una immersione Brown mentre tentava di ricongiungersi con i suoi amici sub, intravide svettare dal basso, (visto la limpidezza delle acque in quella zona), una struttura massiccia dal fondo dell’oceano, un oggetto massiccio nero stagliato contro il sole. L’oggetto aveva la forma di una piramide.

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Queste piramidi, (sembra che ci siano almeno due piramidi) sarebbero almeno “tre volte” più grandi di quella di Cheope in Egitto e fatte di un certo tipo di cristallo liscio, questo spiega il fatto che si possano intravedere anche trovandosi a grande profondita, anche con la complicità del’acqua molto cristallina.

Il Dr. Meyer Verlag, oceanografo, ha Riscoperto e verificato l’esistenza delle piramidi, sotto la superficie, con l’uso di un rilevatore sonar.

Ray Brown dice di essere stato in grado di arrivare all’interno di una delle piramidi (con l’ausilio di un mini sommergibile o altro) e di aver sbirciato attraverso i lati cristallini di una piramide, la superficie era priva di alghe e coralli.

La domanda sorge spontanea: Come mai se ne parla solo adesso dell’esistenza di queste piramidi visto la portata della scoperta? Potrebbero esserci molte speculazioni sui veri motivi, ( personalmente credo che stiano preparando la gente ad alcune rivelazioni molto importanti!

Più avanti vedremo quali tipo di rivelazioni! L’esistenza di queste piramidi è stata verificata sia dagli Stati Uniti, che da squadre di immersione Francesi.

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Pare che Brown sia anche riuscito ad entrare almeno in una delle piramidi, grazie all’ausilio di una mini-sommergibile, ed è rimasto affascinato dalle varie strutture e oggetti che ha visto all’interno, a suo dire una stanza della Piramide era ben illuminata, ma non c’era alcuna fonte di luce rilevabile.

Ha cercato di rimuovere una pietra rossa sfaccettata attaccato ad un’asta metallica che scendeva dal centro del vertice, ma non è stato in grado di rimuoverla.

Secondo quanto ha rivelato, a circa quattro metri sotto il punto di questa pietra o gemma rossa, c’era una scultura in metallo, forse di bronzo, a mani aperte, e appoggiata sul palmo di una delle due mani di questa statua, c’era una sfera di cristallo di circa 10 Cm di diametro, rimase sorpreso di poter sollevare la sfera di cristallo facilmente.

Quando lasciò la zona con la strana sfera di cristallo, che successivamente presero alcuni ricercatori, (per occultare le prove), mentre usciva fuori dalla struttura, con la sfera di cristallo nelle mani, Ray Brown ha riferito di aver sentito una presenza invisibile, che lo avvertiva di non tornare mai più.

 

La composizione di una piramide è molto importante, un’apice in cristallo, come nel caso della piramide o delle piramidi scoperte nella zona delle Bermuda, potrebbe notevolmente aumentarne la potenza. Coloro che sono venuti in contattato con questo cristallo trovato da Raymond nella piramide, avrebbe riportato reazioni strane e potenti, come guarigioni improvvise, magnetizzazione di oggetti, sensazioni di caldo e freddo. Ovviamente la verità non ce la diranno mai, quindi possiamo fare solo supposizioni e congetture, anche se i tempi sono ormai maturi per certe rivelazioni.

 

Molto probabilmente queste strutture piramidali cristalline nel centro del Triangolo delle Bermuda, erano e sono state, una sorta di generatore di potenza che forse ha contribuito alla sparizione ed a fenomeni strani nella zona delle Bermuda per decenni, questa ri-scoperta ha scosso gli scienziati di tutto il mondo, ma come al solito tutto tace, e la notizia non verrà riportata dai media.

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bimini

 

La scoperta di una civiltà avanzata che ha utilizzato conoscenze ben oltre le nostre attuali, costruendo strutture piramidali stupefacenti, utilizzando una tecnologia molto più avanzata della nostra è molto scomoda al sistema imperante……

Continua……

Come puoi comprendere tutto è collegato, anche se presente e passato scorrono in un unico istante, in un eterno presente, il nostro vero passato giace nelle profondità delle nostre memorie ataviche, e nel fondo della Terra. Questa Madre cosmica che sa essere tanto generosa con l’uomo, ma sa anche castigare se è necessario, tanto è vero che non esiste quasi più memoria di queste lontane civiltà, ormai perdute nella notte dei tempi passati.

Tutto è connesso, più avanti vedremo come  e perché.

 

 


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Qualcosa non torna Parte 2

 

Voglio esporre aspetti controversi della storia ufficiale, sul percorso dell’essere umano su questo pianeta, questi aspetti molto importanti, emergono con tutta la loro forza, dal lavoro di ricercatori indipendente, di chi opera in modo onesto e sincero, facendo affiorare una verità scomoda, ma che va presa seriamente in considerazione.

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La scienza ufficiale sta cercando in tutti i modi di eclissare e ignorare queste prove e questi fatti.

 Il primo problema che si presenta è il Tempo (Kairos), le datazioni applicate alla storia umana, i cicli della storia usati dagli antichi nelle loro tradizioni, come la civiltà indù, egizia e maya, non combaciano affatto con la versione storica ufficiale, nelle discipline accademiche come l’archeologia, l’antropologia, la geologia, l’elenco sarebbe lungo…

 

 

IL PAPIRO REGIO DI TORINO

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Il Papiro Regio di Torino, risale alla XII dinastia cioè XIII secolo a.C. circa, questo papiro riporta i nomi dei re dinastici dell’antico Egitto, a fianco del nome di ogni re c’è la durata del regno, il livello della piena annuale del Nilo, ed altre informazioni che erano evidentemente ritenute molto importanti. Prima dell’elenco dei re dinastici, il papiro riporta anche altri due periodi, uno relativo a 10 neteru (divinità) che sarebbe durato in tutto 23.200 anni, ed un secondo periodo nel quale avrebbero regnato gli Shemsu Hor i compagni di Horus per 13.420 anni.

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Un totale di 36.620 anni, ai quali vanno aggiunti gli anni di regno dei re dinastici riconosciuti ufficialmente, un periodo complessivo di 40.000 anni circa. Per qualche motivo vengono presi in considerazione solo i regnanti a partire dal 3.000 a.C in avanti e il resto viene bollato come mitologia.

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LA AEGYPTICA DI MANETONE

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Manetone era un sacerdote Egizio vissuto nel III secolo a.C., al quale il secondo regnante della stirpe dei Tolomei chiese di stilare una storia del suo paese, scritta in greco.

A noi non è arrivata nessuna copia del lavoro di Manetone, sono arrivati solo gli stralci copiati da storici di epoche successive, dal cui confronto si è cercato di risalire al testo originale.

Anche Manetone, come le altre fonti originali, prima di iniziare l’elenco dei re “storici”, riporta informazioni relative ad un periodo nel quale avrebbero regnato i semidei e poi i Re Horus, per un periodo di 13.130 anni, seguiti da un lungo elenco di re pre-dinastici per altri 13.777 anni, un totale di circa 27.000 anni prima di Menes, il primo Re della I dinastia secondo la tesi ufficialmente riconosciuta. L’elenco attribuito a Manetone continua con un elenco di re raggruppati in trenta dinastie, divise in tre parti separate da periodi intermedi. La storia Egizia di Manetone termina nel 332 a.C., data della conquista dell’Egitto da parte di Alessandro Magno.

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piramidi

 

Ovviamente vengono prese in considerazione solo le dinastie che partono dal 3.000 a.C in poi, il resto seconda l’archeologia ufficiale sarebbe solo mitologia. La Blavatsky, ha fatto alcune osservazioni per quanto riguarda la scienza del suo tempo alla fine del 1800 e dice a questo proposito:

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“Purtroppo, le dinastie e le piramidi hanno subito la sorte dei periodi geologici, le date sono arbitrarie, dipendono dai rispettivi capricci degli uomini di scienza, basandosi solo sullo stile artistico.

Nella unità di misura utilizzata, le statue di diorite, sono simili a quelle dei costruttori delle piramidi egiziane della terza e quarta dinastia.”

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Se il ciclo di precessione di 25.920 anni era bene noto agli antichi, deve essere stato studiato e anche vissuto!

Figure storiche e filosofi come Pitagora, Platone, hanno vissuto in tempi che, anche se relativamente recenti, erano comunque in contatto con un antico sapere dimenticato. Questi grandi pensatori e filosofi, sono figure riconosciute e rispettate in molti campi, ma volutamente resi indipendentemente l’uno dall’altro.

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Autori moderni hanno ignorato dati importanti a loro disposizione nelle loro discipline, come quelle Indù e Maya per misurare il tempo.

L’utilizzo dell’astronomia per la datazione, non pensa o non vuole andare oltre di un solo ciclo di precessione, cioè oltre i 25.920 anni, su decine o addirittura centinaia di cicli di precessione, mentre questo potrebbe ristabilire in modo più corretto l’orologio del tempo. Quando gli esperti parlano di allineamenti tra templi sacri e piramidi con le stelle, si riferiscono a cicli di precessione.

Ci sono prove inconfutabili di documenti egizi che abbracciano circa 87.000 anni di storia, i calcoli indù coprono quasi 850 mila anni!.

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I sacerdoti Egizi afferma Erodoto, dicevano che il Polo della Terra e il Polo dell’eclittica in precedenza coincidevano.

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ciclo Terra

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Fu l’astronomo greco Ipparco (II sec. a. C.) a scoprire che gli equinozi si spostano, anche se molto lentamente, lungo l’eclittica.

Questo movimento prende il nome di precessione degli equinozi ed è dovuto al fatto che l’asse terrestre si muove descrivendo un cono nello spazio in un periodo di 25.800 anni.

La precessione degli equinozi ha grande importanza poiché con gli equinozi si spostano anche le stagioni. A causa della precessione ogni anno le stagioni iniziano circa 20 minuti prima di quanto dovrebbero: con il passare dei millenni, perciò si invertono.

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Gli indù hanno dimostrato un’ottima conoscenza dell’ Astronomia che va oltre i 25.000 anni nel passato, passando attraverso il Grande Diluvio che è nella memoria storica di tutti i popoli della terra attraverso una leggenda comune, questa leggenda afferma che le acque sommersero le ultime porzioni di una vasta terra che richiama la descrizione di Atlantide, secondo questi antichi testi avvenne molte migliaia di anni fa, alcuni si spingono sino a 850.000 anni fa, personalmente credo che questo evento sia avvenuta circa 13.000 anni fa. Questi antichi testi affermano che ci fu la seconda delle quattro grandi inondazioni della civiltà di Atlantide e fu anche il momento della partenza dal sud dell’India da parte di coloro che sarebbe diventato il futuro popolo Egizio e Maya.

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pir. Maya

                                              Piramide Maya

Piramide Egizia

                                                            Piramide Egizia

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La Piramide Maya e quella Egizia, sono separate da migliaia di km dall’oceano Atlantico, ma hanno le stesse identiche misure del perimetro, che forma la loro base, può essere solo una coincidenza, come afferma l’archeologia ufficiale?

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PIr. in tutto il mondo                                 Piramidi sparse in tutto il Mondo

 


Abbiamo piramidi sparse in tutto il mondo, questo attesta che in un remoto passato c’è stata una civiltà ed una conoscenza comune in tutto il mondo, a tutti i popoli, senza ombra di dubbio, ma per l’archeologia ufficiale è solo una coincidenza! Informazioni sui cicli antichi derivano in particolare dai Veda e simili, da scritture indù come il Mahabharata, che descrive il nostro intero sistema solare a circa metà percorso nella sua evoluzione e pone l’evoluzione della coscienza umana, come un processo iniziato in tempi antichi, molte decine se non centinaia di migliaia di anni fa.

Ci sono molte altre piramidi sparse in tutto il mondo ignorate dalla scienza e dalla archeologia ufficiale:Antica Piramide Bosniaca sepoltaAntica Piramide Bosniaca

                      Antica Piramide Bosniaca sepolta dalla vegetazione

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 Sono state ritrovate molte piramidi anche in Cina, quella che vedi sopra si trova in Bosnia, si stima che abbia decine di migliaia di anni.

Molti intervalli di tempo sono legati a cicli antichi chiamati yuga, che si svolgono all’interno di cicli più grandi del Manvantara.

Tutti i cicli hanno luogo in misura minore, entro il tempo di vita dei così detti sette assi principali, in un raggio di tempo d’azione di gran lunga più vasto, con le varie evoluzioni del pianeta stesso.

In le origini segrete della razza umana, con maggior dettaglio, viene delineato il fatto di come la visione del mondo è stata costruita, all’interno del tempo che ci è stato concesso, essenzialmente come sviluppo della coscienza umana.

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La tradizione indù risulta essere la più antica, in quanto costituisce la prima razza, della quinta attuale, quella esistente ora, erede dell’ antica conoscenza Atlantidea.

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L’umanità non conosce, (gli viene nascosta) le sua vera origine, per diversi motivi:

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1. Ha mancanza di conoscenza circa l’origine e lo scopo dell’anima e dello Spirito Umano.

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2.Non ha un tempo preciso da cui partire, col quale fare i conti e misurare la storia.

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3.Si barrica (volutamente e inconsciamente a causa del condizionamento) dietro una cronologia molto breve che vorrebbe spiegare il percorso dell’ intera razza umana, il che diventa una situazione assurda. Quasi nessun ricercatore utilizza questo antico tesoro di materiale che ci arriva dall’antica India, a parte alcune eccezioni. Michael Cremo nel suo libro, Archeologia Proibita, prende la durata dei cicli in modo letterale, ha mirabilmente sfidato l’establishment scientifico attraverso i suoi numerosi reperti.

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Se si considera che circa 500 anni fa si pensava, che il Sole orbitasse intorno alla Terra, ora questa l’illusione è stata completamente eliminata e trascesa.

Eppure, nonostante tutti i progressi scientifici sorprendenti da allora l’espansioni della conoscenza umana, per quanto riguarda la vera storia della Terra si trova ancora in un’ epoca medievale.

Considerando cicli di tempo molto lunghi, 500 anni non sono che un batter d’occhio.

 

 

Continua….

 

Qualcosa non torna Parte 1

 

 

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Qualcosa non torna Parte 1

 

Con l’articolo che segue, insieme ad altri che pubblicherò successivamente, voglio esporre aspetti controversi della storia ufficiale, sul percorso dell’essere umano su questo pianeta.

Questi aspetti molto importanti, permetteranno al lettore di comprendere bene le implicazioni che emergeranno con tutta la loro forza, anche grazie al lavoro di ricercatori indipendente, che operano in modo onesto e sincero, facendo affiorare una verità scomoda, ma che va presa seriamente in considerazione.

La scienza ufficiale sta cercando in tutti i modi di eclissare e ignorare queste prove e questi fatti. Il primo problema che si presenta è il Tempo (Kairos), le datazioni applicate alla storia umana, i cicli della storia usati dagli antichi nelle loro tradizioni, come la civiltà indù, egizia e maya, non combaciano affatto con la versione storica ufficiale, nelle discipline accademiche come l’archeologia, l’antropologia, la geologia, l’elenco sarebbe lungo… il fattore determinante, principale, centrale è rappresentato dalle date, dalla cronologia!

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C’è mancanza di una chiara percezione del tempo, della storia di questo pianeta, ed è il vero ostacolo per una reale comprensione del percorso della storia umana.

I ricercatori in questi campi dovrebbero in qualche modo coltivare la consapevolezza sulla possibilità di una linea temporale più ampia, che riguarda l’evoluzione umana.

Gli archeologi, chiamati “eretici”, preferisco alternativi, hanno aperto una nuova frontiera negli ultimi quaranta anni in questa direzione.

La storia andrebbe rivista alla luce di nuove ricerche e nuove scoperte, nel suo arco temporale, nell’ordine di decine di migliaia di anni.

Per prendere in considerazione la possibilità di una cronologia molto più ampia di quella ufficiale, devono essere messi da parte lo scetticismo, basato sull’apprendimento culturale, religioso, scientifico e accademico, verso aree di pensiero alternative, anche perché vi sono prove che sostengono tutto questo.

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La maggior parte delle persone accetta in modo totalmente acritico ciò che gli è stato insegnato a scuola attraverso l’influenza della scienza darwiniana.

Bisogna ricordare che una teoria rimane tale fino a quando non può essere dimostrato che è una certezza, in modo più che assoluto, fino ad ora nessuno è stato in grado di farlo, soprattutto nel campo della paleontologia, perché non ci sono prove certe e sicure, anzi ci sono prove che sostengo l’opposto di ciò che ci viene insegnato.

La scuola ufficiale per vari motivi non ci insegna ad avere fiducia in noi stessi!

Secondo l’archeologia attuale, la civiltà umana avrebbe avuto inizio nel 4004 a.C, cioè avrebbe una tradizione culturale di soli 6.000 anni, partendo dai Sumeri.

Quando qualche studioso tenta di superare questa linea temporale, c’è una sorta di cordone ombelicale insidioso che scatta, anche quando una forte intuizione lo spinge, quasi immediatamente viene riportato forzatamente alla cronologia ortodossa, ciò avviene perché il condizionamento è profondamente radicato in tutti i sistemi di istruzione, ricerca scientifica, comunicazione, tutti finiscono sulle stesse date, come la si gira, la storia umana avrebbe secondo loro, solo qualche migliaio di anni e non di più.

 

Da qui nasce il rafforzamento di una illusione collettiva continua, guidata sempre più profondamente da questa visione ristretta.

E’ necessaria una rivoluzione delle idee per poter aprire questo sarcofago storico del pensiero, specialmente sul tema del tempo, che avrebbe bisognoso di una bella revisione.

Per molti allargare la visione del tempo potrebbe essere un cambiamento quasi traumatico di coscienza e consapevolezza, ma non bisogna avere timore di andare avanti!

Quando vengono consultate le tradizioni delle culture più antiche, per esempio il calendario noto come il Tirukkanda Panchanga, degli Indù Tamil, questo fa iniziare l’evoluzione umana in un esatto ciclo che parte da 18.500 anni fa.

Questi cicli temporali arrivano indietro nel tempo di decine di migliaia di anni, quelli dei Maya sono documentati addirittura in centinaia di migliaia di anni.

Sono solo frutto della fantasia, o fatti reali?

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Ci sono paradossi temporali sulle linee del tempo tra fonti antiche e scienza moderna e non c’è accordo sui lunghi cicli temporali, questo perché anche se il tempo è un ciclico, un cerchio, viene considerato come una lunga linea retta, che va dal passato verso il futuro e questo ci viene insegnato.

L’astronomo Carl Sagan disse che la religione indù è l’unica delle grandi religioni del mondo dedicata all’idea che lo stesso Cosmo subisce un immenso, anzi infinito numero di morti e rinascite. Quella Indù è ‘l’unica religione in cui le scale temporali corrispondono a quelle della moderna cosmologia scientifica. I cicli di Brahma, arrivano a 8.640.000.000 anni, più dell’età della Terra e Sole e circa la metà del tempo dal momento del Big Bang.

L’idea di un universo in espansione, che prevede una scala di tempo e spazio di vaste proporzioni, non esiste solo nella cosmologia moderna, ma anche nell’antica mitologia indiana, ed ha una visione dell’universo come cosmo organico, ritmico ed in movimento.

Gli indù sono stati in grado di sviluppare una cosmologia che va molto vicino ai modelli scientifici moderni.

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Se questi periodi di tempo più lunghi fossero presi in considerazione, nelle varie discipline, si potrebbero sviluppare interi nuovi paradigmi basati su informazioni già esistenti, tradizioni spirituali e scienze tradizionali, che potrebbero colmare il lavoro, e fornire un più ampio quadro olistico in ogni settore umano. Secondo una visione più ampia all’umanità ci sono voluti eoni per evolvere fino ad oggi, infatti l’antropologia ufficiale non riesce a spiegarsi come dall’uomo primitivo all’uomo Sapiens Sapiens, possa essere trascorso un arco temporale così breve.

Secondo la visione Darwiniana e scientifica moderna, la Terra avrebbe dovuto essere molto più antica di come è ora per giustificare tale evoluzione. Basterebbe dare vita ad un paradigma esistente, che fa parte integrante della saggezza antica di diverse culture, per far emergere ciò che è stato spesso nascosto, anche attraverso l’uso dell’intuito.

Purtroppo l’umanità attuale, vive solo sulla visione del solo piano mentale razionale, per questo chiedo di vagliare queste informazioni, e le prossime che pubblicherò nel blog, senza formulare un pre-giudizio, cercando di sospendere il dubbio, senza dare un sentenza, nella chiarezza e coerenza delle informazioni, cercando una tua risposta interiore e personale.

 Calendario Maya, America Centrale.             Calendario Maya, America Centrale  

Denderah Zodiaco, Egitto.

                  Denderah Zodiaco, Egitto.  

 

Nella cronologia Maya e indù ci sono tempi molto lunghi, che sono stati semplicemente ignorati. La vecchia cronologia Indiana, ad esempio, è stato ignorata,il filosofo David Lewis afferma:

“Fin dal XIX secolo, gli studiosi occidentali hanno sistematicamente respinto il significato storico degli antichi popoli, quelli del sud Asia inclusa. Con una tendenza decisamente etnocentrica, figliastra intellettuale del colonialismo occidentale. Gli esperti reinterpretano la storia orientale, solo con sistemi filosofico-scientifici, gettando così nella pattumiera tutta la storia!”

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Questa pattumiera è il depositario di tutte le cose che sono in conflitto con i modelli europei, come le religioni, il materialismo scientifico, dove troviamo la nascita stessa del “filtro della conoscenza”, ben noto agli studiosi di archeologia alternativa, come anche la geologia e altre discipline coinvolte nella ricerca delle origini perdute.

 Per esempio il trattato dell’ India con l’Occidente e la sua acquiescenza a questo trattato, ha permesso all’ occidente e al suo intellettualismo, di conquistare il mondo in questo senso.

Credere di comprendere l’intera storia di ogni cultura con la sola visione “dell’ intelletto” è una illusione, soprattutto quando le sue radici si estendono ben oltre la posizione ufficialmente accettata.

Altri fattori responsabili di questo punto di vista universale dell’evoluzione umana negli ultimi 500 anni, sono la religione e la scienza contemporanea.

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La linea del tempo classica deriva dalla tradizione Giudaico-Romana e dalla Chiesa Cattolica, che pone il limite dell’inizio della civiltà umana a sei mila anni fa e non oltre.

Questo condiziona il modo di pensare di gran parte dell’Occidente e viene riconosciuto dalla maggioranza cristiana e non cristiana, che aderisce a questa sequenza temporale in modo rigido, ignorando qualsiasi prova contraria.

Gli scienziati nei secoli passati hanno avuto paura di sconvolgere la chiesa. La Teosofa Blavatsky scriveva tra l’800 e il 900:

Le date per le fondazioni di città, civiltà e vari altri eventi storici sono stati assurdamente ridotte. Ciò è stato fatto come un offerta di pace alla cronologia biblica!

In realtà la Blavatsky pur avendo ragione nella sostanza, fece un errore in questa sua affermazione, perché la bibbia non fornisce date di alcun genere, ma le sono state appioppate dalla archeologia moderna.

 

Un noto paleontologo Ed. Lartet Scrive: “Nessuna Data si trova nella Genesi, che assegna un tempo per la nascita dell’umanità primitiva. Per quindici secoli hanno cercato di forzare i fatti della Bibbia in accordo con i loro sistemi”! Affermazione molto importante, da parte di un paleontologo!

Le variazioni più “estrema”, nella visione ufficiale, non va oltre i 6.000 anni, nel periodo compreso tra l’inizio del mondo inteso come, “civiltà” fino ai nostri giorni.

Nonostante i progressi tecnologici, tutto sembra sempre gravitare attorno a una linea temporale Giudaico-RomanaCattolica, per ciò che riguardante la nascita delle razze antiche.

Anche Wikipedia parla di 3.300 a.C anche per gli indù, influenzata da condizionamenti religiosi e da altri fattori.

Tutto questo perché Darwin pensava che l’evoluzione umana non andasse oltre il 4.000 a.C!

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L’ arroganza nel non voler riconoscere che in passato ci sono state civiltà su questo pianeta civiltà molto più antiche ed evolute di quanto si crede, “visto le enormi strutture in pietra”, (le piramidi sono un classico esempio), quasi impossibile da replicare, anche con i mezzi moderni, ha quasi del ridicolo.

l’Istituto Smithsonian, ad esempio (ma la lista sarebbe infinita) ha scandalosamente soppresso, nascosto o distrutto prove fossili e manufatti di antiche culture megalitiche, che hanno preceduto la nostra era, a causa di interessi lobbistici da parte della comunità scientifica, cercando di mantenere una visione molto ristretta, e chiunque sia andato oltre questa visione, è stato immediatamente ridicolizzato o licenziato.

 

La maggior parte dei principali archeologi ha completamente ignorato le centinaia di città sommerse in tutto il pianeta che puntano verso civiltà molto antiche e molto avanzate.

Nel 2001 un team di ricercatori lavorava al largo della costa occidentale di Cuba e scoprì le rovine di un’antica città sommersa da migliaia di anni. L’incredibile scoperta è avvenuta grazie alle sofisticate apparecchiature sonar, capaci di rilevare strutture in pietra sino a 650 metri di profondità, questo ha destato particolare interesse in tutta la comunità scientifica.

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                                   Esempio di strutture Megalitiche sommerse

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L’archeologa Virginia Steen-McIntyre ha scritto e pubblicato articoli riguardanti la datazione di alcuni reperti ritrovati da lei stessa.

Ha riportato quattro sofisticati, test indipendenti: come la datazione all’uranio-torio, datazione tephra, studio dei minerali e degli agenti atmosferici per determinare la data dei manufatti.

Secondo questi test, già convalidati dal 1981, risultano date di 250 kya, cioè di 250.000 anni, per manufatti Hueyatlaco.

Questi rapporti non furono pubblicati, mai o ritardati per anni!

Anche Steen-Mcintyre sostiene che le sue scoperte sono state respinte non sui demeriti o errori suoi, ma perché i critici erano impegnati in un ragionamento chiuso, circolare e vizioso.

Ci sono una serie di sconcertanti resti di antiche civiltà, con cui si devono confrontano gli studiosi moderni.

Una percezione più accurata è quasi impossibile, quando poi è aggravata dall’ipnosi culturale educativa.

Ci sono molti metodi per stabilire una cronologia accurata, come la datazione al carbonio, datazione all’ uranio ecc, tecniche astronomiche e altro ancora.

Un’altro metodo di datazione è anche quello dei i Cicli di Precessione.

Sono state avanzate date per la costruzione della Grande Piramide, attraverso alcuni allineamenti astronomici, e questi ricercatori sono sicuramente sulla strada giusta.

Robert Bauval, nel suo libro il mistero di orione spiega le forti contraddizioni della cronologia ufficiale.

La datazione di edificazione delle piramidi è fissata tra il 2700 e il 2200 a.C.. Però nessun documento tratta direttamente della costruzione della grande piramide, tanto da poterne stabilire con certezza la data di edificazione, contrariamente in tutti i casi in cui vi si riferisce è citata come opera “già esistente”, al suo interno non sono stati rinvenuti geroglifici né altri tipi di documentazione.

La disposizione delle piramidi e l’orientamento di alcuni particolari sono palesemente riferiti a costellazioni e non corrispondono all’attuale posizione delle stelle e nemmeno a quella di 5.000 anni fa, ma bensì a quasi 15.000 anni fa!

piramidi

 

La Teosofa Blavatsky, autrice di: La Dottrina Segreta e il maestro della tradizione vedica dei cicli, afferma che se i tre cicli di precessione raffigurati sulla Zodiaco di Dendera come si crede siano di 26 mila anni, sarebbe sufficiente per capire che la data della costruzione della Grande Piramide non può essere avvenuta solo 4.500 anni fa. Più avanti vedremo le prove oggettive di questo.

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Denderah Zodiaco, Egitto.

                                                              Zodiaco di Dendera

Continua…….

 

 

 

 

 

 

 

 

Archeologo ammette che le piramidi contengono tecnologia aliena

In una dichiarazione shock il dottor Ala Shaheen, capo del Dipartimento di Archeologia dell’ Università del Cairo, ha detto pubblicamente che “potrebbero” essere vere le teorie che gli alieni hanno aiutato gli antichi egizi a costruire le più antiche piramidi, le Piramidi di Giza.

Interrogato dal signor Marek Novak, un delegato dalla Polonia, se la piramide potrebbe ancora contenere tecnologia aliena nella sua struttura, il dottor Shaheen, è stato vago e non ha risposto “Non posso confermare o smentire, ma c’è qualcosa all’interno della piramide che “non è di questo mondo”.

I delegati alla conferenza sull’architettura egiziana sono rimasti scioccati, ma il dottor Shaheen ha rifiutato di commentare ulteriormente o approfondire le sue dichiarazioni relative agli UFO e alieni.

Si crede che la Grande Piramide sia stata costruita in un arco di 20 anni. La piramide è così grande e così perfetta che ( non saremmo in grado di costruire qualcosa di simile ai nostri giorni) .Ogni pietra pesa tra 1 e 20 tonnellate, e la Grande Piramide è composta da 3 milioni di blocchi di pietra.

Gli egiziani non avevano macchine, motori, o macchine da cantiere. Quindi la domanda spontanea è: Chi ha costruito le piramidi?

Le teorie ufficiali ci dicono che gli egiziani hanno costruito queste piramidi, ma ci chiediamo: come hanno fatto gli egiziani a trainare pietre da 20 tonnellate e collocarle perfettamente a centinaia di metri di altezza? Alcuni suggeriscono che hanno costruito una rampa in pietra che andava dalla terra verso l’alto. Il difetto di questa teoria è che ci sarebbero volute più pietre per costruire la rampa di quante ce ne sarebbero volute per costruire le piramidi. E quando le piramidi sono state ultimate, dove sono finite queste pietre ?

Un’altra domanda è: come hanno mosso queste rocce estremamente pesanti? Gli “esperti” che insistono siano stati gli Egizi a costruire le piramidi suggeriscono: gli alberi sono stati tagliati e arrotondati, e sono stati utilizzati come rulli sotto le rocce da 20 tonnellate, Se si fa scivolare una pietra da 20 tonnellate su 5 alberi, alla fine sarebbero troppo rovinati per trasportare altro, così verrebbero sostituiti per ogni pietra. A causa del fatto che ci sono oltre 3 milioni di blocchi di pietre che compongono la piramide, si avrebbe bisogno di milioni di alberi. Il problema di questa teoria è la mancanza di alberi in quella zona. In Egitto crescono alberi da dattero.

 Ora la Grande Piramide è stata la più grande e più alta di tutte le piramidi mai costruite. Dal momento che gli egiziani ci hanno lasciato un’ intera sintesi dettagliata scritta di ogni evento in Egitto che si possa immaginare, si potrebbe pensare che la costruzione della grande piramide sarebbe stata discussa. Ma non è così. Vi sembra normale?

 La piramide è stata inclusa un paio di volte nei geroglifici. La scrittura egiziana suggerisce che la Grande Piramide è in piedi da quando l’ uomo popola la Terra. In antichi geroglifici sono scritti in dettaglio le attività agricole, il parto, il culto del faraone, la caccia, strutture edilizie, ecc, ma la costruzione della Grande Piramide non è mai stata citata. Se ci sono voluti 10.000 operai al mese in un arco di 20 anni per costruire la piramide, come suggeriscono gli esperti, non ci sarebbero state abbastanza persone in un raggio di 500 km da rendere possibile ciò.

In realtà antiche scritture egiziane spesso parlano di esseri venuti dal cielo, di luci brillanti che scendono per insegnare a loro la tecnologia e dargli la saggezza. Ci sono molte immagini e simboli simili a UFO e alieni. Che forse hanno costruito la Grande Piramide. E queste solide tecniche di costruzione di lunga durata sono state adottate dagli egiziani.

Antiche leggende egiziane narrano di Tep Zepi, o la “prima volta”. Questo è descritto come un’epoca in cui “gli dei del cielo” scesero sulla terra sollevando il terreno da fango e acqua.
Si suppone volassero in aria con “barche” e portarono le leggi e la saggezza per l’uomo attraverso la linea reale dei faraoni. E, naturalmente, questo è stato tutto buttato fuori dalla finestra quando il cristianesimo è arrivato. Tenete a mente che gli Dei sono stati la sola e unica ‘religione’ che c’era. Nessuna conflitto di credenza. Perché? Beh, perché era il fatto, non la fede. La chiesa moderna vorrebbero far credere che è solo un mito.